Le pause musicali

Per i musicisti della 4C non è più difficile orientarsi quando si trovano davanti ad un pentagramma musicale, ormai sono a conoscenza di tanti elementi per la rappresentazione dei suoni; l'ultimo elemento mancante, per potersi definire pronti allo studio del solfeggio ritmico, è come poter scrivere ciò che in musica esprime il silenzio: la pausa.
Sempre molto attenti e pronti ad imparare cose nuove, questo elemento è stato immediatamente capito creando una tabella fatta da due semplici colonne: a sinistra la rappresentazione delle note, mentre a destra la relativa pausa.
Si è così potuto scoprire che la nota di 4/4 si può sostituire con una pausa rappresentata da un rettangolo pieno appeso alla quarta linea, una nota di 2/4 dallo stesso simbolo però appoggiato alla terza linea, mentre la nota di 1/4 l'abbiamo chiamata il fulmine con la "c" in fondo, uno tra i simboli più difficili da scrivere nel mondo della musica, ma che, con un po' di esercizio, ognuno può riuscire a rappresentare sul pentagramma.
Ora gli elementi ci sono proprio tutti per prepararsi al grande viaggio e il solfeggio ritmico da oggi ci accompagnerà dandoci la possibilità di suonare insieme percussioni di vario tipo, creando misure, ritmi, veri e propri spartiti che ci porteranno verso la creazione di emozioni di gruppo.
E' stata l'occasione per fare insieme il primo dettato musicale.
Bastava semplicemente suonare una serie di eventi percussivi sul click del metronomo per fare in modo che i nostri musicisti potessero scrivere sul pentagramma ciò che avevano appena ascoltato.
"Ora a turno ciascuno di noi andrà alla lavagna e aggiungerà un elemento per creare una partitura. Ricordatevi, la grancassa la inseriremo sul secondo spazio, il cembalo sulla quarta linea mentre lo YEAH finale, che faremo utilizzando la nostra voce come se fosse una percussione, lo inseriremo inserendo la nota sul terzo spazio..."
"Ma come mai nell'ultima misura, quando faremo lo YEAH, ci sono tre note una sopra l'altra?"
Ma ecco che il gruppo ci arriva per semplice deduzione e qualcuno dice:
"Ahhh, tutti faremo lo YEAH e ognuno di noi contemporaneamente suonerà il proprio strumento, alcuni la grancassa e altri il cembalo".
"Esatto, bravissimi, tutto è diventato semplice, intuitivo, quasi naturale".
Ed ecco comparire il pentagramma, la chiave di percussione, il tempo di 4/4, le prime note, le misure, qualche pausa e, con la gioia di tutti, l'ultima misura con la chiusura del brano contenente il mitico YEAH!
Stiamo diventando una vera e propria band, basta creare uno spartito alla lavagna per leggere ed eseguire ciò che la musica può regalarci: attenzione, condivisione, espressione e soprattutto emozione.


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