La nota del valore di un ottavo

Preparando la nostra prima canzone con le maracas abbiamo notato che per poterle suonare dobbiamo utilizzare note molto più veloci rispetto a quelle che sappiamo scrivere e suonare del valore di un quarto.
Ma come si chiamano, come posso fare per scriverle e solfeggiarle?
Oggi è il momento di far conoscenza con gli ottavi, le note che oltre alla testa e al gambo possiedono anche una coda.
Per capire la loro durata è stato molto semplice in classe; facendo l'esempio della torta divisa in quattro quarti e con una buona preparazione matematica, l'ottavo è stato capito immediatamente dividendo ogni quarto in due parti uguali. Più complesso invece è stato il procedimento da utilizzare per solfeggiarle, ma, con qualche esempio e un po di pratica, il trucco è stato recepito immediatamente.
Quando solfeggiamo la nostra mano che segna il tempo compie un movimento prima verso l'alto per poi abbassarsi, dandoci così la possibilità di contare i nostri quarti ogni volta che la mano torna al punto più basso. In tal modo il movimento si divide esattamente in due punti: la parte alta e la parte bassa, dandoci la possibilità di creare i due ottavi, il primo quando la nostra mano è in alto e il secondo quando la nostra mano è in basso. A questo punto basterà incastrare nei due movimenti alto-basso una parola fatta di due sillabe e il ritmo dell'ottavo si creerà magicamente. Ad esempio utilizzando la parola "topo", i nostri ottavi saranno segnati dalla mano in alto pronunciando la sillaba "to" e il secondo ottavo con la mano nel punto più basso pronunciando la sillaba "po", una vera e propria ricetta fatta di matematica e grammatica fuse insieme. I primi esercizi di lettura sul pentagramma alla lavagna sono stati un po difficilini, ma insistendo con più esempi i nostri musicisti se la sono cavata egregiamente.
Ma eccoci alla conclusione del nostro incontro: allora per solfeggiare una nota che divide un quarto in quattro parti basterà utilizzare una parola fatta di quattro sillabe, nel nostro caso "to-po-li-no" sarà perfetta, mentre per poter dividere un quarto in tre parti uguali dovremo utilizzare una parola di tre sillabe, come ad esempio "mo-ni-ca".
Come al solito bravissimi, 4C grazie per il vostro entusiasmo e per la vostra simpatia, giugno si sta avvicinando e il meritato riposo estivo è ormai alle porte.


La legatura di valore

Già da qualche lezione, durante gli esercizi in classe di solfeggio ritmico, qualcuno aveva sollevato la problematica di come si potessero scrivere sul pentagramma note della durata di 3, 5 o 7 click del metronomo. Erano venuti a conoscenza di note della durata di 1, 2 o 4 click e, secondo il gruppo di lavoro, doveva esistere un modo musicale per dare la possibilità ad un musicista di scrivere e suonare anche note di diversa durata.
Dopo tanti esercizi di lettura e ormai con una certa padronanza, era arrivato il momento di scoprire come creare note di varia durata, sommando semplicemente i valori delle note già conosciute come si fa normalmente con i valori matematici.
Qualche musicista ne era già a conoscenza, poichè nella classe qualche chitarrista aveva già avuto a che fare con le "legature" di valore, ma il poterlo scoprire insieme sulla nostra lavagna, con la necessità di dover rappresentare suoni della durata di 7, 9 o 11 click, ha dato a ciascun musicista la preparazione giusta per non tradire la regola di mantenere in ogni misura la quantità esatta di note dettate dalla frazione scritta dopo la chiave di percussione.
Dopo i primissimi esperimenti si è capito quindi con certezza che se su un pentagramma si voleva scrivere una nota della durata di 9 click, la cosa sarebbe diventata semplicissima scrivendo una prima misura con all'interno una nota di 4/4, una seconda misura uguale, e una terza misura con una nota di 1/4; la somma delle 3 note si sarebbe ottenuta legando con un archetto ciascuna nota, come se tale archetto fosse il segno di addizione matematica.
Ed ecco quindi aprirsi un mondo fatto di note dalle varie durate, dove la legatura di valore ci dà la possibilità di creare infiniti valori senza alcun limite.
"Ed ora via, si suona finalmente, con sempre più esperienza e padronanza sul proprio strumento..."
Abbiamo fatto passi da gigante, la prossima volta sarà il momento di imparare finalmente la nostra prima canzone, vedrete che grande soddisfazione!


Le pause musicali

Per i musicisti della 4C non è più difficile orientarsi quando si trovano davanti ad un pentagramma musicale, ormai sono a conoscenza di tanti elementi per la rappresentazione dei suoni; l'ultimo elemento mancante, per potersi definire pronti allo studio del solfeggio ritmico, è come poter scrivere ciò che in musica esprime il silenzio: la pausa.
Sempre molto attenti e pronti ad imparare cose nuove, questo elemento è stato immediatamente capito creando una tabella fatta da due semplici colonne: a sinistra la rappresentazione delle note, mentre a destra la relativa pausa.
Si è così potuto scoprire che la nota di 4/4 si può sostituire con una pausa rappresentata da un rettangolo pieno appeso alla quarta linea, una nota di 2/4 dallo stesso simbolo però appoggiato alla terza linea, mentre la nota di 1/4 l'abbiamo chiamata il fulmine con la "c" in fondo, uno tra i simboli più difficili da scrivere nel mondo della musica, ma che, con un po' di esercizio, ognuno può riuscire a rappresentare sul pentagramma.
Ora gli elementi ci sono proprio tutti per prepararsi al grande viaggio e il solfeggio ritmico da oggi ci accompagnerà dandoci la possibilità di suonare insieme percussioni di vario tipo, creando misure, ritmi, veri e propri spartiti che ci porteranno verso la creazione di emozioni di gruppo.
E' stata l'occasione per fare insieme il primo dettato musicale.
Bastava semplicemente suonare una serie di eventi percussivi sul click del metronomo per fare in modo che i nostri musicisti potessero scrivere sul pentagramma ciò che avevano appena ascoltato.
"Ora a turno ciascuno di noi andrà alla lavagna e aggiungerà un elemento per creare una partitura. Ricordatevi, la grancassa la inseriremo sul secondo spazio, il cembalo sulla quarta linea mentre lo YEAH finale, che faremo utilizzando la nostra voce come se fosse una percussione, lo inseriremo inserendo la nota sul terzo spazio..."
"Ma come mai nell'ultima misura, quando faremo lo YEAH, ci sono tre note una sopra l'altra?"
Ma ecco che il gruppo ci arriva per semplice deduzione e qualcuno dice:
"Ahhh, tutti faremo lo YEAH e ognuno di noi contemporaneamente suonerà il proprio strumento, alcuni la grancassa e altri il cembalo".
"Esatto, bravissimi, tutto è diventato semplice, intuitivo, quasi naturale".
Ed ecco comparire il pentagramma, la chiave di percussione, il tempo di 4/4, le prime note, le misure, qualche pausa e, con la gioia di tutti, l'ultima misura con la chiusura del brano contenente il mitico YEAH!
Stiamo diventando una vera e propria band, basta creare uno spartito alla lavagna per leggere ed eseguire ciò che la musica può regalarci: attenzione, condivisione, espressione e soprattutto emozione.


La chiave, il tempo e la misura

Eccoci pronti per affrontare gli argomenti più importanti e fondamentali della matematica musicale.
Ora i nostri musicisti conoscono gli elementi 
più importanti per poter scrivere, leggere e suonare le percussioni; sanno i valori delle note, che esiste un orologio musicale che può variare nella sua velocità di esecuzione, ma dovranno imparare a contare continuamente e metodicamente per sapere sempre a che punto sono di uno spartito da eseguire.
E' importante innanzitutto sapere che se anche un pentagramma si presenterà formato sempre da cinque linee e quattro spazi, lo stesso potrà essere letto in vari modi.
Un bassista capirà che note suonare sul proprio 
strumento quando il primo elemento che troverà indicato sul pentagramma è la chiave di basso, mentre un chitarrista o un flautista potrà suonare le note giuste quando come primo elemento troverà la chiave di violino.
Essendo noi dei percussionisti, il pentagramma potrà essere letto e suonato nel modo giusto quando la chiave indicata sul pentagramma sarà quella di percussione: || due barre verticali che partono dalla seconda riga del pentagramma per terminare alla quarta.
Ma eccoci alla vera matematica. Quando iniziamo a suonare un brano insieme in classe, chi dirige batte quattro. Perché?...
Sembrerebbe difficile, ma invece il direttore dell'esecuzione lo fa perché dopo la chiave, che ci specifica come e cosa leggeremo sul pentagramma, troveremo due numeri indicati come una frazione.
Da oggi quindi sapremo tutti come dovremo contare il tempo. Molto semplicemente... se la frazione sarà di 4/4, tutti i musicisti dovranno contare sino al quattro, e il numero che ce lo indica è quello che in matematica viene denominato numeratore, in pratica la cifra sopra.
Diverrà quindi normale iniziare il brano contando 1-2-3-4 e, arrivati al quattro, si proseguirà ricominciando con 1-2-3-4, sino ad arrivare alla fine del brano.
"Ahhhhh, quindi se dopo la chiave di percussione trovo 3/4, in questo caso il numeratore mi indica che chi dirige conterà fino a 3, dopodiché si suonerà tutti insieme contando continuamente: 1-2-3, 1-2-3, 1-2-3, sino ad arrivare alla fine del brano".
"Esatto, bravissimi musicisti!"
"Si, ma allora il denominatore a cosa serve?"
"Perfetto, è una domanda giustissima e doverosa."
L'annotazione musicale ci farà ora scoprire che in musica, poiché in un brano le note possono essere tantissime, per non perdersi e poter sempre sapere a che punto siamo, la canzone è sempre divisa in "Misure".
Attenzione, nulla di difficile, anzi!
Dopo la chiave e l'indicazione del tempo con la frazione, le note verranno scritte sul nostro pentagramma dividendole in piccoli contenitori chiamati "Misure", e l'importante sarà che ogni misura dovrà contenere la giusta quantità di note indicate dalla frazione.
Il segno grafico da utilizzare per 
delimitare una misura è la barra verticale che inizia dalla prima riga del pentagramma e arriva sino alla quinta riga.
Ma facciamo un esempio per chiarezza. Se la frazione indica 4/4, in ogni misura la somma di tutte le note contenute nella stessa dovrà matematicamente essere 4/4. In pratica una nota da 4/4 (ovale vuoto) oppure due note da 2/4 (un ovale vuoto con il gambo).
"Ahhhh, quindi nel caso di note da 1/4, per essere giusta una misura dovrà contenere esattamente 4 note da 1/4."
"Giustooooooo... oppure una nota da 2/4 e due da 1/4."
E bravi i nostri piccoli musicisti; anche la parte che apparentemente sembrerebbe la più complessa e piena di cose da rispettare, da oggi è diventata semplice e scontata.
Che magia questa musica!


Il metronomo

Tempo Perfect, il metronomo scelto per il progetto Concertando a scuolaPrima di poter iniziare delle vere e proprie esercitazioni a casa sul proprio tamburello con sonagli, in modo che il musicista possa imparare a centrare esattamente il click del metronomo con il proprio strumento, necessitava poter conoscere le funzioni e caratteristiche dell'orologio assoluto musicale, lo strumento-guida che ci avrebbe accompagnato durante tutto il percorso formativo.
Guardando fra le varie risorse in internet è stata individuata un'applicazione semplice, intuitiva, completa di tanti elementi per lo studio della musica e soprattutto gratuita: il metronomo Tempo Perfect della NCH Software.
Per poterlo reperire senza perdersi nei meandri dei siti e delle pagine internet, lo abbiamo messo a disposizione all'interno del progetto Concertando a scuola, dedicandogli un piccolo spazio con caratteristiche e dettagli. Cliccando qui lo potrete installare con facilità potendo scegliere fra vari collegamenti al software, ovviamente in base all'hardware che avete a disposizione per lo studio della musica a casa.
Non ci sono limiti nella scelta del metronomo, potrete scaricare qualsiasi applicativo, o magari fortunatamente qualcuno lo possiede già perché in famiglia c'è già un altro musicista, se potrete installare Tempo Perfect sarà però l'occasione per il Vostro bimbo di poter utilizzare uno strumento che già conosce perfettamente, poiché lo utilizza in classe durante i nostri incontri con un'ottima padronanza.
Ma eccoci in classe. Oggi non è la nostra aula. Abbiamo dirottato la nostra lezione dove si sarebbe potuto utilizzare una LIM per vedere l'installazione del nostro metronomo e poter toccare con mano le funzioni fondamentali dell'applicazione.
Uauhhh, che strumento affascinante la LIM! Una lavagna Touch Screen dove ognuno di noi ha potuto imparare tanti elementi nuovi, rapidamente e 
con l'aiuto dell'informatica, una lavagna dove il gessetto diventa una spesa e un vecchio ricordo preistorico, dove lo spazio sull'enorme schermo diviene luogo in cui con il semplice tocco di un dito si può passare da una partitura al metronomo, senza cancellino o l'uso di più lavagne.
Che entusiasmo! Su un foglio di Paint ognuno di noi ha potuto aggiungere la nota preferita ad un pentagramma scrivendo con il proprio dito, ha imparato ad impostare la velocità del metronomo facendo partire e fermando il nostro Tempo Perfect.
Finito il giro di prova, tutti pronti, si batte quattro e la partitura che ha preso forma sulla LIM, grazie alle note scritte dai bimbi, l'abbiamo potuta eseguire insieme, ognuno con il proprio tamburello; niente errori, molta concentrazione, tanta voglia di imparare e soprattutto quanta precisione... Brava 4C, siete veramente mitici!


Il pentagramma e la nota - 5 febbraio 2014

Dopo aver creato la macchina del suono, un semplice strumento grafico con una linea del tempo fatta di caselle collegate tra loro e con la possibilità di inserire al suo interno suoni tramite l'utilizzo di una semplice "X", era il momento di presentare l'ambiente grafico musicale che ci avrebbe accompagnato per tutta la vita.
Se per la matematica e la geometria il luogo ideale per esercitarsi con i numeri e linee era il foglio a quadretti, per la musica era necessario venire a conoscenza del pentagramma o rigo musicale. Disegnando il nuovo elemento alla lavagna ogni bimbo poteva partecipare alla sua scoperta raccontando dove lo aveva visto per la prima volta e a cosa servisse secondo lui.
L'ambiente grafico fatto di cinque linee e quattro spazi, era il luogo su cui il musicista avrebbe trovato tutti i simboli che sarebbero diventate le regole e i suoni da utilizzare per la giusta esecuzione di un brano.
E invece della semplice "X" ecco finalmente spuntare il simbolo grafico che avrebbe rappresentato il suono e le sue caratteristiche principali: la nota musicale.
Ahhh, allora con un ovale vuoto al suo interno, io avrò un suono che dura quattro click del metronomo: benissimo abbiamo scoperto "l'intero". Se all'ovale vuoto aggiungo il gambo, la nuova nota durerà solo due click, la metà dell'intero che, per semplicità, andrò a chiamare "metà". Se la mia nota invece ha sempre il gambo, ma l'ovale è pieno al suo interno, il suono dovrà durare solo un click, ed ecco la nota chiamata "quarto".
E per chiarezza eccoci finalmente in aiuto la matematica, dove con il ragionamento si è potuto constatare che la nota denominata "intero" poteva essere sostituita da due note chiamate "metà", oppure da quattro note del valore di un quarto.
Ora il tutto è nuovamente pronto per ripartire con il nostro tamburello, ma il tamburello ha un suono brevissimo... nessun problema. Quando la nota sarà da un quarto basterà picchiare il nostro strumento emettendo il suono, mentre quando la nota sarà una "metà", la suoneremo sempre una volta, ma dovremo aspettare due click prima di passare all'esecuzione della nota successiva.
Ok, quindi se la nota è un'intero, suonerò una sola volta, ma dovrò aspettare quattro click prima di suonare la successiva.
Prontissimi... A turno ogni bimbo poteva scegliere che nota scrivere sulla lavagna e, con un pentagramma pieno di interi, metà e quarti, ecco la 4C preparata per leggere la prima partitura incompleta, ma piena di soddisfazioni!


La macchina del suono - 29 gennaio 2014

L'incontro è iniziato con la distribuzione del primo strumento che accompagnerà la 4C sino alla fine dell'anno scolastico.
In quegli attimi la scolaresca era fatta di bimbi attentissimi e felici di ricevere uno strumento che avrebbero potuto utilizzare in classe e a casa per lo studio del tempo e del ritmo musicale.
Spiegato come si poteva suonare il piccolo cembalo a sonagli si è inventata la macchina del suono.
Sulla lavagna è stata disegnata una linea del tempo fatta di caselle rettangolari, dove all'interno di ogni casella poteva essere inserito un simbolo qualunque, nel nostro caso si è scelto semplicemente una x; a casella vuota non si doveva emettere nulla, ma se compariva il simbolo magico, il tamburello doveva essere percosso una sola volta.
Ma come faremo a suonare contemporaneamente tutti insieme? Sembrerebbe impossibile ma, con l'aiuto dell'orologio e dei secondi, è stato facile capire come funziona il metronomo e a cosa serve nel mondo musicale.
All'inizio la macchina del suono era completamente vuota, tutte le caselle non contenevano assolutamente nulla e, per poterla capire senza difficoltà, a turno, ogni bimbo la poteva sperimentare singolarmente.
Ogni volta che la macchina del suono ripartiva veniva compilata una casella e ogni bimbo seguiva le linea del tempo leggendo il contenuto delle caselle che incontrava strada 
facendo.
Alla fine del giro ogni bimbo aveva la padronanza della magica macchina, la classe era ormai pronta per suonare insieme il brano che pian piano aveva preso forma.
"Attenzione, si batte quattro e poi via..." la macchina del suono era pronta a partire per tutti e ognuno avrebbe dovuto seguire l'ordine delle caselle ed eseguire il brano con il proprio tamburello senza potersi distrarre un attimo.
Spettacolare, come un orologio i tamburelli suonavano contemporaneamente, ma la cosa più curiosa era che più si ripeteva l'esercizio e più i bimbi venivano coinvolti nel gioco per il fatto di poter suonare tutti insieme e senza uno sbaglio.
Non se ne stava accorgendo nessuno, ma era successo qualcosa di veramente speciale, la 4C stava leggendo la musica!!

     Beppe Martinelli


CONTRIBUTO METODOLOGICO-DIDATTICO
L’incontro di oggi ha messo a fuoco un elemento che rappresenta una criticità crescente nell'azione didattica: l’attenzione.
L’esperto ha presentato ai bambini il metronomo, soprattutto mostrandone la funzione, cioè quella di regolare il tempo di esecuzione di un brano musicale.
Abbiamo attinto alle nostre competenze lessicali riconoscendo la radice “metro” della parola, cioè “misura”. Ciascuno ha ricevuto in dono un tamburello a sonagli, ed è stato chiesto di personalizzarlo, usarlo e conservarlo con cura (una buona regola educativa presente anche nel regolamento scolastico, rispetto agli oggetti e arredi).
Sulla base di un empirico ma efficace metronomo (le bacchette della batteria), l’esperto ha guidato i bambini nella scrittura - con un semplice grafico alla lavagna - ed esecuzione di semplici partiture con l’alternanza suono–silenzio, prima individuali, poi collettive. L’entusiasmo dei bambini ha dovuto modularsi sull'esigenza di attenzione ed ascolto reciproco, per raggiungere la migliore sincronia nell'esecuzione dei brani.
Attenzione reciproca, autocontrollo, capacità di ascolto, superamento dell'autoreferenzialità, tolleranza verso l’errore: la musica come mezzo per esercitare le migliori attitudini al vivere sociale!
La gratificazione per questo sforzo, in gran parte riuscito, è stata l’emozione e il piacere condiviso per la “nostra” musica, e la scoperta che sappiamo suonare e comporre all'infinito.

     L'insegnante: Silvia Colombo



La prima canzone

Ehilaaa musicisti!
Sarà in questa pagina che studierete la Vostra prima canzone.
Abbiamo scelto per Voi un bellissimo brano dei mitici Beatles... provate a chiedere ai Vostri genitori chi erano questi quattro ragazzi e se i quattro musicisti di Liverpol fanno venire in mente a loro qualche ricordo particolare.

Siete pronti?... Siamo sicuri che non vedete l'ora di mettervi al lavoro per eseguire insieme a John Lennon, Paul Mc Cartney, Ringo Star e George Harrison un brano che Vi farà divertire suonando con il Vostro cembalo, la maracas e cantando insieme il piccolo pezzo del ritornello di "Hey, you've got to hide yor love away"

Per esercitarti dovrai utilizzare un video presente in youtube... Per iniziare clicca qui

Buon divertimento e... non esagerate!






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